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“Come usare lo Spid”

si è svolto il 14 dicembre 2023 a Caserta presso l ’Associazione per i Diritti degli Anziani (ADA), in via Renella 58, il terzo corso pratico, gratuito ed aperto a tutti, per imparare ad utilizzare Lo Spid. Anche questa volta i partecipanti, con la guida del relatore Giuseppe Piscitelli e dei due giovani tutors Valentina Masiello e Mario Duplice, hanno potuto esercitarsi direttamente ai computers, messi a disposizione dall’Associazione. La formazione per piccoli gruppi sull’uso delle nuove tecnologie è il percorso individuato dall’ADA, come riferisce la presidente Maria Pia Sperino, per contribuire a facilitare la fruizione virtuale dei servizi pubblici. Questi corsi, finanziati dall’ADA nazionale con i fondi del 5 X 1000, prevedono uno sportello di consulenza, anche telefonica, presso la sede dell’ADA. L’intero progetto, che è stato realizzato grazie allo staff dei volontari, coordinati dal vice presidente Nicola Rulli, sarà replicato nel nuovo anno.




Attenzione alla truffa del bonifico sbagliato: 

Dall’Unione nazionale dei consumatori è arrivato un allarme su una truffa che ha inizio con un accredito sul conto corrente di una persona. Diversi soggetti hanno infatti denunciato di essere state vittime della frode del bonifico. In sostanza, sul portale dell’associazione si legge che “il modus operandi dei truffatori è semplice: si riceve un accredito sul conto corrente, poi si viene contattati dal truffatore che chiede di restituire la somma e indica l’Iban per il riaccredito”. Da lì ha origine l’inganno.

 

Come funziona la truffa del bonifico sbagliato e chi sono le vittime

Una volta che il truffatore ha chiesto il riaccredito della somma, si potrà notare come l’Iban di destinazione sia diverso da quello di provenienza. Questo perché il denaro ricevuto ha un’origine illecita e lo si fa circolare sul conto di un soggetto ignaro proprio allo scopo di indirizzare eventuali sospetti su di lui, rendendo quindi più difficile risalire al flusso di denaro. Probabilmente, la somma proviene da altre persone che, pensando di prenotare una casa o acquistare qualcosa, effettuano il bonifico sul conto di un’altra vittima del raggiro. Le prime sono quindi truffate a causa di un acquisto online falso, le seconde tramite la frode del bonifico. Nel primo caso occorre quindi verificare di comprare online in sicurezza, nel secondo va valutata la provenienza del denaro.

Il truffatore poi chiede di riaccreditare la somma su un altro Iban per entrare in possesso del denaro e fare in modo che, quando la prima vittima denuncerà la sottrazione della cifra, chi ha ricevuto l’accredito dovrà dimostrare di non essere autore o complice della truffa.

 

Come non farsi truffare e riconoscere un bonifico sospetto

Per riconoscere un bonifico sospetto, perciò, bisogna per prima cosa fare attenzione se vengono indicati due Iban diversi. Poi va controllata anche se le coordinate bancarie provengono da paesi extraeuropei. Un’altra verifica è sull’attendibilità delle informazioni ricevute, per esempio email con errori di ortografia o nomi di dominio insolite. Altro elemento da tenere in considerazione è quello di non aprire allegati con estensioni sconosciute tipo .scr o.cab. Per evitare di restare vittima della truffa del bonifico o della truffa del "quishing" (che ruba tutti i dati)ci sono una serie di azioni che possono essere d’aiuto:

• predisporre procedure di verifica e autenticazione per le richieste di bonifici bancari;

• adottare un software antivirus di qualità;

• non fornire mai alcun dato personale;

• presentare immediatamente una denuncia alla Polizia Postale se si riceve una somma di cui non si conosce la provenienza.

 

Come recuperare i soldi dopo aver fatto un bonifico

Se ci si accorge di essere stati truffati dopo aver già effettuato il bonifico di riaccredito, il passo principale da fare è agire il prima possibile. Più tempo passa più sarà difficile risalire alla somma. Il recupero dei soldi truffati con un bonifico è un processo complesso che dipende molto dalla collaborazione delle autorità competenti, dalle politiche della propria banca e dalla natura della frode. È necessario conservare tutte le prove delle comunicazioni e delle transizioni relative alla truffa, come le email, i messaggi in chat, i documenti di pagamento o le registrazioni telefoniche.

Per prima cosa va contattata immediatamente la propria banca e presentare una denuncia alle autorità competenti. In alcuni casi c’è la possibilità di richiedere il rimborso tramite l’istituto di credito. Oppure si può consultare un professionista legale o finanziario se le procedure standard non portano al recupero dei soldi.

Durante il processo di recupero, è inoltre fondamentale monitorare il conto bancario per individuare eventuali attività sospette o ulteriori transazioni non autorizzate e verificare se si è in possesso di una polizza assicurativa che copra da eventuali frodi finanziarie.


Certificato di pensione online: come stampare il Modello ObisM

 

Tra i servizi INPS online dedicati al cittadino, c’è anche quello per la consultazione del prospetto e la stampa del certificato di pensione. Il modello ObisM del pensionato riassume informazioni delle pensioni in pagamento come importi mensili lordi e netti, aumenti, ritenute erariali, trattenute e contributo di solidarietà.

 

Il modello ObisM contiene ad esempio la rivalutazione della pensione e si ottiene accedendo alla sezione “Prestazioni e Servizi” del sito istituzionale (www.inps.it) con SPID di secondo livello (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

 

Il certificato di pensione viene pubblicato annualmente tenendo conto della rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali, fornendo i criteri di calcolo della perequazione automatica. Inoltre, il certificato fornisce le seguenti informazioni:

 

•importo mensile lordo della rata di gennaio e della tredicesima (se presente);

 

•eventuali ulteriori due mensilità, se si verificano delle variazioni nelle condizioni che determinano gli importi (ad esempio, trattamenti di famiglia e addizionali che cessano);

•importo delle singole trattenute fiscali;

•eventuali detrazioni di imposta applicate.

 

Certificato di pensione: quali informazioni sono escluse

Il certificato di pensione su modello ObisM non viene predisposto per l’APE sociale,

gli assegni straordinari o le sospensioni, che non sono annualmente rivalutate e quindi sono corrisposte sempre nella stessa misura.

 

L’unica eccezione è rappresentata dall’indennizzo commercianti (IndComm), corrisposto ogni anno in misura pari al trattamento minimo, dunque rivalutato.

Nel caso di soggetto titolare di prestazione previdenziale o assistenziale e di accompagnamento a pensione, il certificato conterrà le sole informazioni sulla prestazione.


Bonus 2024 in Manovra: riduzioni e abolizioni previste

Bonus 2024 in Manovra: tra le novità della legge di bilancio ci sono anche abolizioni e rimodulazioni di precedenti agevolazioni: facciamo il punto.

 

I bonus da rinnovare o varare per il 2024 rappresentano uno dei temi chiave della Manovra, che conterrà diverse proroghe ed alcune novità ma anche alcune abolizioni. In realtà, anche tra quelli confermati, ci sono degli importanti ridimensionamenti, che ne riducono il valore effettivo.

 

Bonus 2024 aboliti

Tra le agevolazioni destinate a scomparire con il nuovo anno figurano ad esempio le seguenti:

 

Bonus Case Green E’ la detrazione IRPEF del 50% sull’IVA pagata per l’acquisto di immobili

residenziali appartenenti alle classi A e B. L’incentivo non è stato rinnovato nel 2024.

 

Bonus acqua potabile Credito d’imposta del 50% applicato alle spese sostenute per l’acquisto e

l’installazione di sistemi di filtraggio e mineralizzazione. Il bonus si applica solo entro il 31

dicembre 2023 fino ad esaurimento risorse.

 

Bonus Cultura 500 euro App18

Il bonus da 500 euro per i maggiorenni sarà sostituito da due voucher: la Carta cultura e la Carta del Merito, concesse rispettivamente in base al reddito e al raggiungimento del voto massimo all’esame di Stato finale.

 

Bonus Mobili La detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati a un immobile in ristrutturazione si baserà su una spesa massima pari a 5mila euro, contro gli attuali 8mila;

 

Superbonus Dal 90% applicato alle spese sostenute nel 2023 si passerà al 70% nel 2024, mentre il 110% avrà valore solo fino a fine 2023 per i lavori già avviati nel 2022.

 

Bonus Trasporti Il contributo di 60 euro sull’acquisto degli abbonamenti ai mezzi

pubblici potrebbe essere destinato solo ai nuclei familiari con ISEE fino a 15mila

euro.

 

Bonus 2024 confermati

Ci sono infine una serie di agevolazioni che sono confermate. Alcune in misura piena, altre con rimodulazioni. Si uniscono alla folta schiera di piccole e grandi nuovi aiuti inseriti nella Manovra dal Governo. Vediamo di seguito alcuni esempi.

 

Bonus Edilizi Nel 2024 restano i più comuni Bonus casa: quello per le

Ristrutturazioni al 50%, l’Ecobonus ordinario fino al 65%, Il Bonus barriere architettoniche (75%) e il Bonus verde (36%).

Restano anche le agevolazioni sui mutui prima casa ai giovani under 36, mentre sulle altre agevolazioni slegate dal mutuo è da capire meglio in destino degli incentivi.

 

Resta, potenziato, anche il Bonus asilo nido concesso per la nascita di un figlio: nel 2024 è concesso in misura maggiore alle famiglie che hanno un minore under 10 e un ISEE fino a 40mila euro (il contributo potrebbe arrivare fino a 3600 euro).


Ecco la Manovra da 109 articoli: tutte le

misure. La bozza definitiva

 

Vediamo le principali misure contenute nella bozza definitiva della Manovra 2024 approvata dal Governo Meloni. iuti alle famiglie Carta Dedicata a te La carta Dedicata a te viene confermata anche per il 2024 e la sua dotazione aumentata di 50 milioni di euro per il 2024.

 

Mutui prima casa

Al Fondo di garanzia per la prima casa vengono assegnati altri 282 milioni di euro per il prossimo anno. La Legge di Bilancio 2024 proroga di un anno le agevolazioni per i mutui prima casa per i giovani under 36. L’accesso al fondo di Garanzia per i mutui prima casa, già prorogato al 31 dicembre 2023, viene ora ulteriormente allargato al 31 dicembre 2024. Contributo straordinario ai titolari di bonus sociale elettrico Inoltre, 200 milioni il Governo li destina a uno speciale contributo straordinario, erogato per il primo trimestre 2024, e cioè per gennaio, febbraio e marzo 2024, ai clienti domestici titolari di bonus sociale elettrico.

 

Riduzione del Canone Rai

Il canone Rai per uso privato scende da 90 a 70 euro per il 2024. Tuttavia, alla Rai, “per il miglioramento della qualità del servizio pubblico”, viene riconosciuto un contributo pari a 430 milioni di euro, erogato in 3 rate di pari importo nei mesi di gennaio, marzo e giugno.

 

Congedo parentale

Prorogato anche il congedo parentale, in alternativa tra i genitori, che si applica con riferimento ai lavoratori che terminano il periodo di congedo di maternità o, in alternativa, di paternità. Deciso un ulteriore mese di congedo retribuito per i genitori con figli fino a 6 anni con indennità pari al 60% invece che 30%. Confermati per gli altri 4 mesi l’indennità a 30% e 1 mese all’80%, solo per il 2024.

 

Bonus asilo nido

Per i nati dal 1° gennaio 2024, per i nuclei familiari con un Isee fino a 40mila euro, nei quali sia già presente almeno un figlio di età inferiore ai 10 anni, è stato inserito in Manovra l’aumento del Bonus asilo nido a 2.100 euro. A questo fine, l’autorizzazione di spesa è innalzata di 240 milioni di euro per il 2024, di 254 milioni di euro per il 2025, di 300 milioni per il 2026, di 302 milioni di euro per il 2027, di 304 milioni per il 2028 e di 306 milioni dal 2029.

 

Pensioni

Quota 103 con tetto

Sul fronte pensioni, la maggioranza ha trovato l’intesa su Quota 103, ma rivista, con penalizzazioni. Torna dunque la possibilità di pensione anticipata con 62 anni di età e 41 di contributi ma nel 2024 l’assegno sarà calcolato secondo le regole del sistema contributivo.

Inoltre, per andare in pensione anticipata bisognerà aspettare più tempo: 7 mesi per i lavoratori privati e 9 mesi per i dipendenti pubblici. In ogni caso, l’assegno pensionistico mensile riconosciuto non potrà essere maggiore di 4 volte il trattamento minimo previsto dalla legge.

Rivalutazione pensioni Nel 2024 spetta la rivalutazione automatica delle pensioni a questi trattamenti pensionistici:

– pari o inferiori a 4 volte la minima INPS, nella misura del 100%

– superiori a 4 volte la minima INPS e con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti:

• nella misura del 85% per le pensioni pari o inferiori a 5 volte la minima

• nella misura del 53% per le pensioni superiori a 5 volte la minima e pari o inferiori a 6 volte il trattamento          minimo INPS

• nella misura del 47% per le pensioni superiori a 6 volte la minima e pari o inferiori a 8 volte il trattamento         minimo INPS

• nella misura del 37% per le pensioni superiori a 8 volte la pensione e pari  o inferiori a 10 volte

• nella misura del 22% per le pensioni superiori a 10 volte il trattamento minimo INPS.

 

Fisco e tasse

Iva prodotti

Sul fronte Iva, cambia quella applicata ai pannolini per bambini: l’aliquota salirà dall’attuale 5% al 10%, non al 22% come previsto inizialmente. Nelle prime stesure della Manovra questi prodotti erano stati cancellati dall’elenco di quelli con Iva al 5%, insieme al latte in polvere e agli assorbenti femminili, ma, mentre questi ultimi erano finiti nella lista dei prodotti al 10%. L’aumento Iva al 22% scatta solo per i seggiolini auto, comunque obbligatori per legge.

 

Affitti brevi

Due novità importanti per gli affitti brevi. Per prima cosa aumenta dal 21 al 26% l’aliquota dalla seconda alla quarta casa messa in affitto breve fino a 30 giorni, mentre per la prima casa in locazione breve – su Airbnb, Booking o altre piattaforme – resta al 21%.

 

Misure per il lavoro

Esonero parziale dei contributi previdenziali per i lavoratori dipendenti In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024, per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, il governo ha deciso di riconoscere un esonero, senza effetti sulla tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 6 punti percentuali, a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per 13 mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, al netto della tredicesima. L’esonero aumenta di un ulteriore punto percentuale se la retribuzione imponibile, sempre parametrata su base mensile per 13 mensilità, non eccede l’importo mensile di 1.923 euro, sempre al netto della tredicesima.


Pensioni 2024 con nuova flessibilità in uscita

 

Sulle pensioni c’è una decisa stretta della flessibilità in uscita. La Quota 103 diventa Quota 104, mantenendo il requisito contributivo a 41 anni e alzando quello di età a 63 anni. Resta il meccanismo premiale per chi, pur avendo maturato il diritto, decide di restare al lavoro (può scegliere di non pagare i contributi aumentando lo stipendio).

Ma le penalizzazioni più evidenti riguardano  APE SocialeOpzione Donna: sono abolite, confluendo in uno strumento unico finanziato dal Fondo per la flessibilità in uscita. Per utilizzarlo ci vorranno 63 anni di età e l’appartenenza a una delle quattro categorie di aventi diritto (disoccupati, caregiver, disabili al 74%, e addetti a mansioni gravose). Il requisito contributivo è pari a 36 anni per gli uomini e 35 anni per le donne.

 

C’è poi una misura che riguarda i contributivi puri: non devono più aver maturato una pensione pari a 1,5 volte l’assegno sociale per potersi ritirare con i requisiti Fornero.

 

Misure per la famiglia

l pacchetto famiglia vale circa 1 miliardo. Tra le novità spicca l’azzeramento della quota contributiva a carico delle dipendenti con almeno due figli (bonus mamme in busta paga) fin quando il più piccolo non compie 10 anni o 18 anni se i figli sono tre.

Ci sono poi una mensilità di congedo parentale retribuita all’80% e una al 60% (se utilizzate nei primi 6 anni di vita del bambino) tra quelle già previste con indennizzo ordinario del 30%. E viene aumentata la dotazione del fondo per il  onus asilo  con la previsione del nido gratis dal secondo figlio in poi).

Per le famiglie vengono rifinanziati:

 

•                     la carta Dedicata a te (contributo per acquisti di beni di prima necessità alle famiglie con redditi                           bassi),

 

•                     il fondo Mutui prima casa (con focus sui giovani under 36 fino a 40mila euro)

 

•                     il Bonus energia nel primo trimestre 2024.


Riforma IRPEF 2024 a tre aliquote: scaglioni, detrazioni e calcolo risparmi

 

Con la revisione delle aliquote IRPEF prevista dalla riforma fiscale, per il 2024 scatta la riduzione da 4 a 3 scaglioni e la conseguente modifica della tassazione sul reddito delle persone fisiche, che diventa pari al 23% del lordo imponibile per redditi fino a 28mila euro. Inoltre sale a 8.500 euro la soglia della no tax area per i redditi da lavoro dipendente, parificata a quella dei pensionati.

Mettiamo dunque a confronto aliquote e scaglioni IRPEF 2023 e 2024, con la simulazione d’impatto sulle tasche dei lavoratori e dei pensionati italiani, a partire dallo stipendio in busta paga e dal rateo mensile nel cedolino pensione, per capire quanto si risparmia.

 

L’ accorpamento delle prime due aliquote IRPEF per il 2024 interessa sia i dipendenti sia i pensionati fino a 28.000 euro di reddito di lavoro o pensione. Per questi contribuenti si applicherà al 23% a partire dal 1° gennaio 2024.

Significa meno tasse sullo stipendio applicate in busta paga e sulla pensione nel cedolino, nonché meno tasse in dichiarazione dei redditi a fine anno.

La detrazione fissa sui redditi da lavoro dipendente fino a 15.000 euro viene equiparata a quella dei pensionati, passando a 1.955 euro (dagli attuali 1.880 euro). In pratica, la detrazione base IRPEF nel 2024 sui redditi da lavoro dipendente salirà di 75 euro per redditi fino a 15.000 euro, arrivando ad un massimo di 1.955 euro annui di detrazione.

 

La no tax area unica sarà dunque per tutti pari a 8.500 euro (mentre oggi per i lavoratori è pari a 8.145 euro).

In conseguenza di tali interventi, si modificano le norme relative al requisito per il trattamento integrativo in modo da assicurare il mantenimento delle condizioni oggi previste.

Infine, si introducono norme per garantire la coerenza delle addizionali regionali e comunali alla nuova articolazione degli scaglioni.

 

IRPEF 2024: come calcolare il risparmio

 

L’accorpamento dei primi due scaglioni IRPEF – prevista dal decreto attuativo della delega fiscale, approvato assieme alla Manovra 2024 – prevede la riduzione di due punti percentuali per i redditi da 15.001 e 28.000 euro con un risparmio che pertanto e proporzionale al reddito stesso. Con la riforma IRPEF 2024 il guadagno aggiuntivo è di quasi 22 euro al mese (260 euro all’anno), a cui si sommerà il risparmio generato dal taglio del cuneo fiscale, ossia dall’esonero contributivo INPS fino al 7% per redditi fino a 35mila euro lordi (circa 100 euro al mese).

 

Scaglioni IRPEF 2023 e 2024 a confronto

 

Nel 2023, la ripartizione degli scaglioni di reddito nelle 4 aliquote  è la seguente:

 

1.                   scaglione (redditi fino a 15mila euro): aliquota IRPEF 23%;

2.                   scaglione (redditi 15-28mila euro): aliquota IRPEF 25%;

3.                   scaglione (redditi 28-50mila euro): aliquota IRPEF 35%;

4.                   scaglione (oltre 50mila euro): aliquota IRPEF 43%.

 

Per il 2024 la ripartizione degli scaglioni sarà la seguente:

 

1.                   scaglione (redditi fino a 28mila euro): aliquota IRPEF 23%;

2.                   scaglione (redditi 28-50mila euro): aliquota IRPEF 35%;

3.                   scaglione (oltre 50mila euro): aliquota IRPEF 43%.

 

Quanto si paga oggi e quanto si risparmia nel 2024

 

Per il 2023, l’ammontare delle tasse dovute in base all’aliquota IRPEF vigente è determinato nel modo seguente, incamerando la riforma IRPEF 2022 che aveva già fatto scattare un primo consistente risparmio:

 

• per la fascia di reddito fino a 15.000 euro l’aliquota IRPEF è al 23%, per una tassazione massima                        di 3.450 euro;

 

• nello scaglione fino a 28.000 euro vanno sommati 3.250 euro in caso di reddito massimo, pertanto chi guadagna 28mila euro versa 6.700 euro di tasse contro i precedenti 6.960 del 2022, con un risparmio di 260 euro (-3,7%);

 

• per i redditi fino a 50mila euro vanno sommati fino a 7.700 euro di tasse, si versano 14.400 euro contro i precedenti 15.320 e un risparmio di 920 euro;

 

• per i redditi tra 50.001 euro e 75mila euro bisogna aggiungere ulteriori 10.750 euro, quindi si versano 25.150 euro di tasse contro i precedenti 25.420 con un risparmio 2023 sul 2022 di 270 euro (-1%), perché con il nuovo sistema i redditi tra i 50.001 euro e i 55mila euro vengono tassati al 43%, mentre prima cadevano nell’aliquota al 38% e quelli da 55.001 e 75.000 euro vengono tassati al 43% invece che al 41%.

 

Per il 2024, l’ammontare delle tasse dovute in base all’aliquota IRPEF dovrebbe essere determinato nel modo seguente:

• per la fascia di reddito fino a 28.000 euro l’aliquota IRPEF è al 23%, per una tassazione massima di 6.440 euro per un risparmio annuo di 260 euro;

 

• per i redditi fino a 50mila euro non cambia niente e quindi si versa fino a un massimo di 14.400 euro;

 

per i redditi tra 50.001 euro e 75mila euro si versano, per lo stesso motivo, 25.150 euro.


La truffa della bottiglietta di plastica incastrata nella ruota dell’auto

Come funziona l'ultima trovata criminale e cosa bisogna fare per evitare di essere derubati

 

Un trucchetto ingegnoso che si è rivelato molto efficace, permettendo ai malintenzionati di rubare diverse vetture in giro per l’Italia, con le forze dell’ordine che denunciano ogni giorno furti e tentativi di furto con questo stratagemma.

Ma come funziona la truffa della bottiglietta di plastica incastrata nella ruota dell’auto? I ladri che hanno messo gli occhi su un’automobile, con le intenzioni di sottrarla ai legittimi proprietari, sono soliti posizionare una bottiglietta di plastica vuota nella ruota anteriore del mezzo. Individuarla non è per niente facile, visto che quando si sale in macchina non si presta molta attenzione alle condizioni della vettura: spesso e volentieri si va di corsa, per andare al lavoro a fare delle commissioni.

Quando si parte, accendendo il motore, si sente subito un rumore molto strano e forte che proviene dalla parte inferiore dell’automobile: si tratta, ovviamente, della bottiglietta di plastica che viene schiacciata. Colto dalla sorpresa, l’automobilista preso di mira dai ladri decide di sincerarsi delle condizioni della propria automobile, scendendo d’istinto per andare a controllare. Proprio in questo istante, i ladri entrano in azione. In molti, preoccupati o sconcertati per gli strani rumori, lasciano il motore acceso e le chiavi inserite. In pochi secondi, i malviventi approfitteranno della situazione, portando via l’auto al malcapitato che non potrà fare nulla per impedirlo.

La truffa della bottiglietta di plastica incastrata nella ruota dell’auto è un metodo che sta mietendo molte vittime. Le forze dell’ordine consigliano tutti gli automobilisti di prendere delle precauzioni molto semplici e precise per evitare i furti. Per prima cosa, si consiglia di prestare sempre attenzione alla propria vettura prima di salire a bordo, in particolar modo alle gomme. Un qualsiasi particolare poco convincente potrebbe essere il segnale di un pericolo imminente, quindi diventa fondamentale prestare attenzione a tutto quello che non appare troppo convincente.

Se il campanello d’allarme scatta quando ormai è stato acceso il motore e si sentono degli strani rumori, è consigliabile non scendere assolutamente dall’auto e proseguire la marcia, allontanandosi rapidamente dal luogo. Nel caso in cui questo non fosse possibile, non resta che chiudere bene tutte le portiere della vettura e contattare immediatamente i carabinieri e la polizia e attirando l’attenzione di qualche passante.


Tasse locali: come ottenere il nuovo sconto su IMU e TARI

 

La riforma fiscale 2023 prevede sconti IMU e TARI fino a mille euro per chi paga su conto corrente, sanatorie sui tributi locali e altre semplificazioni.

La bozza di decreto legislativo attuativo della legge delega fiscale, allo studio del Governo, prevede un possibile sconto del 5% fino a mille euro su IMU e TARI per chi sceglie l’addebito automatico delle imposte sul conto corrente. Questa misura servirebbe non tanto a scoraggiare i contribuenti dal cedere all’evasione fiscale quanto ed evitare i ritardi di pagamento ed ha semplificare il pagamento delle tasse.

Vediamo in dettaglio in cosa consiste la proposta del Governo riguardo allo sconto su IMU e TARI e le altre iniziative che hanno l’obiettivo di incentivare i contribuenti a pagare le imposte in modo più veloce e preciso.

 

Sconto IMU e TARI su conto corrente

 

La bozza di dlgs che attua una parte delle misure previste nella Delega fiscale, offre la possibilità ai Comuni di istituire una riduzione del 5% dei pagamenti dei tributi locali per i contribuenti che autorizzano l’addebito diretto sul conto corrente bancario o postale. Si configurerebbe come un premio per chi consente il versamento immediato ed anche un modo per semplificare il pagamento delle tasse, attraverso anche un rapporto interbancario diretto (Rid) o altri strumenti di pagamento elettronico.

L’addebito di IMU e TARI sul conto corrente è però solo una delle semplificazioni dei tributi comunali previste dalla riforma fiscale.

 

Semplificazioni e sanatorie su tributari locali

 

Tra le semplificazioni in programma c’è anche la dichiarazione IMU da effettuare tramite canali telematici, con la possibilità di integrare il modello con gli adempimenti necessari per ottenere le agevolazioni previste per gli immobili oggetto di occupazione abusiva.

 

Le tasse sull’auto potrebbero anche loro subire un restyling, con una definizione più precisa del periodo di riferimento, al fine di evitare richieste di rimborso e contenziosi in caso di trasferimento di proprietà del veicolo durante l’anno.

Si prevede anche la possibilità di procedere con la compensazione in F24 tra tributi diversi destinati allo stesso ente locale.

In aggiunta i Comuni potranno ridurre l’ammontare dei tributi e stabilire l’esclusione o la riduzione degli interessi e delle sanzioni per i contribuenti che entro un termine non inferiore a 60 giorni adempiono al pagamento di tasse non versate in precedenza.


Il prossimo martedì 12 SETTEMBRE 2023 il dipartimento nazionale di Protezione Civile effettuerà  un test sui  telefoni dei Cittadini residenti in Campania per provare il sistema di allertamento IT-ALERT.

 

Si tratta di un nuovo metodo per avvisare i cittadini qualora ci fossero rischi imminenti causati da terremoti, alluvioni o altre calamità. 

 

Il 12 settembre, giorno del test, tutti i cellulari in Campania emetteremo un suono specifico per questo tipo di allerta.

 

Si tratterà ovviamente solo di un test che precede la futura attivazione definitiva. 

Suggerisco pertanto di memorizzare la data del 12 settembre 2023 e di diffondere in maniera capillare la notizia, al fine di evitare possibili momenti di panico.

Vi allego di seguito anche un breve filmato illustrativo relativo al funzionamento di IT-ALERT.

Grazie a tutti.


Strisce blu gratuite per tutto il mese di settembre

L'annuncio del Comune: "Per completare l’attività di perfezionamento di alcuni servizi innovativi legati al nuovo sistema di parcheggi". Inoltre il 4 settembre verrà ripristinato il pannello della Ztl in corso Trieste, che sarà operativo dal 5 settembre

Per tutto il mese di settembre la sosta nelle strisce blu sarà gratuita a Caserta. La decisione è stata adottata per completare l’attività di perfezionamento di alcuni servizi innovativi legati al nuovo sistema di parcheggi e di mobilità della città di Caserta.

Il nuovo progetto infatti, fanno sapere dal Comune, prevede una vera e propria rivoluzione di tutto il comparto mobilità, che richiede ancora qualche settimana per essere messo a punto in maniera definitiva.

Nel frattempo, lunedì 4, martedì 5 e mercoledì 6 settembre saranno sostituiti tutti i pannelli Ztl suo territorio cittadino, in conformità alle linee guida ministeriali. Inoltre, lunedì 4 settembre verrà ripristinato il pannello della Ztl in corso Trieste, che sarà operativo già da martedì 5 settembre.


Adesione petizione

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Petizione UEFA Roma 6 aprile 2021
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con gli auguri di Buona Pasqua e l’invito a ‘’ RIMANERE A CASA ‘’, si comunica che il Consiglio Direttivo riunitosi presso la sede sociale il 28 marzo 2020, ha preso atto:

 

- Dell’ Emergenza sanitaria in atto da covid-19 in aumento in modo esponenziale in tutte le nostre regioni e nel mondo intero con incidenza maggiore nelle persone anziane;

 

-Della richiesta di aiuto del Presidio Ospedaliero G. Moscati di Aversa per l’acquisto di un ventilatore polmonare portatile e presidi di protezione individuali (DPI) e dell’ A.O. Sant’ Anna e San Sebastiano di Caserta per l’acquisto di strumenti e presidi di protezione individuali, indispensabili per medici, infermieri, e tutto il personale che opera negli ospedali.

 

A tal proposito Il Consiglio decide di donare il 5 per 1000 dei fondi pervenuti dall’anno 2017 per un importo pari a euro 2.500


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Ordinanza Regione Campania
ord-n-15-13-03-2020-1.pdf
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ULTERIORI MISURE PER LA PREVENZIONE E GESTIONE DELL' EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19




Segreteria organizzativa: Letizia Mercurio 347 4965055 - email: letiziamercuriobiofarm@gmail.com

Elisabetta Milone 340 6617791 - email: emilone@inwind.it

Maria Pia Sperino 339-6956879 - email: pinasperino@gmail.com

 

consigliamo di parcheggiare nel parcheggio sotterraneo di piazza Mazzini e proseguire a piedi



il forum del terzo settore di Caserta in collaborazione con il comune di Caserta

 

IL FORUM IN PIAZZA

svoltosi il 26 Luglio








Dal primo giugno 2017 è partita la Campagna di Prevenzione e Controllo dell’Udito,

i soci ed i cittadini, possono prenotarsi presso le sedi UIL –UILP e ADA presenti sul territorio

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